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lunedì 18 marzo 2019

Zeppole salate


Ci siamo: domani è la festa del papà e non si può non festeggiare se si ha la fortuna di avere un superpapà!  A casa nostra non mancheranno le zeppole, come ogni anno...A dire il vero, io le zeppole non sapevo neanche lontanamente cosa fossero, prima di aprire il blog, ma la passione porta oltre i propri confini, e ci permette di amare ciò che non conosciamo.

Da quando le ho scoperte le ho rifatte molte volte, in tante versioni dolci, come queste classiche, o queste al cioccolato con le ciliegie candite, mai e poi mai mi era venuto in mente di farle salate! Ma considerando che mio marito è a dieta in questo periodo...oggi mi è venuto spontaneo farcirle con insalata e.....ciò che preferite, saranno ottime come antipasto per una cenetta deliziosa!
Auguri a tutti i papà degni di questo nome, a quelli che purtroppo ci guardano da lassù!


Ingredienti per 4 persone

150 ml di acqua
100 g di burro
150 g di farina 00 bio
4 uova
6 g di sale


Procedimento

Accendete il forno perchè sia ben caldo.
In un pentolino unire l'acqua, il sale e il burro e aspettare che questo fonda a fuoco lento. Unire in un colpo tutta la farina e mescolare fino a che vedrete formarsi una palla che si stacca dalle parete. Fate cuocere ancora quaclhe secondo per togliere umidità. Ora togliete dal fuoco e fate un poco raffreddare. Unite all'impasto un uovo per volta e vedrete che l'impasto si disgregherà per ritrornare compatto se continuate a mescolare, seguite questa procedura per ogni uovo finchè non avrete una sorta di impasto dalla consistenza di una "crema pasticcera".
Versate l'impasto in una sac a poche con bocca finale a stella e coprite con carta da forno la leccarda.
Formate le zeppole e fatele cuocere a 200° per i primi 15 minuti, poi altri 10 a 170°.
Fate raffreddare le vostre zeppole nel forno.
Quando saranno fredde tagliatele a metà e farcitele con emmenthal a fette, salame ungherese, lattuga, maionese e un pomodorino per guarnire.
Et voilà!


sabato 9 marzo 2019

Trionfo all'arancia e cioccolato






Oggi il mio blog compie 9 anni. Ha la stessa età di mio figlio, giusto un mese in meno...ricordo perfettamente che quando ho spinto il tasto per crearlo lo stavo allattando e mio marito, che è sempre stato un amante della tecnologia, era felicissimo di questa mia nuova avventura, ma un pò scettico conoscendo la mia inconstaza.

In questi 9 anni l'ho stupito, ho stupito anche me stessa con la mia perseveranza....con questo blog sono cresciuta, così come lo ha fatto la mia passione. Ho imparato tantissimo da questa avventura virtuale e ho preparato pietanze che si sono legate indissolubilmente ai ricordi delle giornate in cui sono state portate sulla mia tavola, per la mia famiglia, per gli amici, per me stessa anche. Perchè io ho sempre e solo cucinato ciò che avremmo realmente consumato e l'ho fatto solo per amore, solo per chi amo.

Non è diventato il mio mestiere, ma si è rivelata essere la mia passione.
Tutti quei "Sale e Pepe" letti da bambina e rubati alla mia mamma, tutti quei pomeriggi trascorsi con mia nonna paterna a pasticciare, tutti i ricettari di mia madre tenuti da conto, tutte le pentole e i "props" (quando ancora non si chiamavano così!!!)  acquistati e stipati in un armadio almeno dieci anni prima di sposarmi e avere una cucina mia....hanno trovato un senso.

In questi 9 anni ho conosciuto persone meravigliose, autori di altri blog e lettori del mio...ho conosciuto aziende e prodotti di gran qualità, mi sono confrontata con esperti e con semplici amanti del cibo....sono nati legami, sono cresciute collaborazioni, ho ottenuto riconoscimenti e sono sbocciate soprattutto grandi amicizie.
Ho attraversato tutte le fasi della blogsfera fino alla sua decadenza, ora che i nuovi social la fanno da padrone e che i blog di cucina assomigliano più a delle boutique che a dei laboratori....
Ho resistito alla mania degli eventi, dei video, della fotografia patinata e superfiltrata di Instagram perchè sono una romantica nostalgica vintage.
Non voglio fare di questo blog qualcosa che non mi somiglia.

In questi 9 anni...da trentenne sono pure diventata 40enne....i miei figli sono quasi alti come me e il tempo è davvero molto, molto meno che all'inizio.
Pubblico meno vero....ma la passione è sempre quella. 

Ho pensato tante volte di chiudere questo spazio e non so se mai lo farò....ma è il mio ricettario virtuale, il mio Diario virtuale....è un pezzo di me.
Grazie a tutti voi per averlo fatto diventare così bello...almeno per me.
Festeggio con questa torta con la quale ho festeggiato anche gli 86 anni di una persona per me preziosissima e fondamentale, mio nonno Kenzer. Una torta che ho visto qui  da Patrizia e che riporto fedelmente.
E vi ringrazio ancora per aver fatto volare alto "Aria in Cucia"...io adesso sto sospesa un pò qui, tra le nuvole, come piace a me.
 
  
Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro
175 g di burro a temperatura ambiente
175 g di zucchero semolato fine (tipo Zefiro)
le zeste grattugiate di due arance non trattate
3 uova grandi a temperatura ambiente, sbattute
175 g di farina 00 setacciata
1 cucchiaino e mezzo di lievito
2 cucchiai di succo di arancia spremuto fresco

Per lo sciroppo di arancia
100 ml di succo d'arancia spremuto fresco
1 o 2 cucchiai di liquore (tipo Grand Marnier - opzionale)
85 g di zucchero semolato

Per la glassa di cioccolato
150 g di cioccolato fondente tritato finemente
55 g di burro morbido tagliato a dadini


  • Montate il burro con la frusta nella ciotola della planetaria (o di un robot), fino a che non sia cremoso. Aggiungete lo zucchero nel quale avrete versato le zeste di arancia e le avrete mescolate bene (anche strofinandole con la punta delle dita nello zucchero per aromatizzarlo al massimo), e continuate a montare fino a che non otterrete una massa chiara, leggera e soffice (5/8 minuti). 
  • Aggiungete le uova, poco alla volta, montando bene dopo oggi aggiunta. Al termine, aggiungete la farina setacciata con il lievito, in tre tempi, mescolando bene con una spatola, ed all'ultimo inserimento aggiungete il succo di arancia ed incorporate bene. 
  • Versate il composto nello stampo a cerniera imburrato e foderato con carta da forno. Livellatelo bene con una spatola. 
  • Cuocete in forno preriscaldato a 180° per c.ca 35/40 minuti, facendo la prova stecchino. 
  • Mentre il dolce cuoce, preparate lo sciroppo di arancia mettendo il succo di arancia, il liquore (se deciderete di usarlo, togliete 2 cucchiai di succo dal totale ed aggiungete il liquore) e lo zucchero in una casseruola e portando il tutto a ebollizione. Fate bollire fino a che lo zucchero non si sarà sciolto ed il liquido avrà preso una consistenza "sciropposa". Tenete pronto. 
  • Una volta cotto il dolce, appoggiatelo su una gratella senza toglierlo dallo stampo e con uno stecchino da spiedino, bucate il dolce su tutta la superficie. Quindi con un cucchiaio versate lo sciroppo avendo cura di bagnarlo uniformemente utilizzandolo tutto. Lasciate raffreddare completamente senza sformarlo. 
  • Una volta freddo, potrete toglierlo dallo stampo ed appoggiarlo su una griglia dove lo glasserete. 
  • Preparate la glassa facendo sciogliere a bagno maria il cioccolato con il burro. Mescolate bene per ottenere una glassa lucida e setosa quindi quando avrà una consistenza spalmabile, coprite bene tutto il dolce aiutandovi con una spatola. Lasciate al fresco per farla solidificare




domenica 3 marzo 2019

Ciambelle fritte alla zucca



Siamo in pieno Carnevale, la festa più amata in fatto di dolci da Aria in Cucina e...su questi schermi non si è ancora visto un fritto!!!! Non va mica bene!! 
Eh già, infatti non è andata affatto bene...una brutta influenza ci ha costretti a casa senza la voglia e la forza di fare nulla...ed è arrivato il momento di recuperare! Sulle ciambelle fritte siamo tutti d'accordo vero??? E sulla zucca? Io ne ho ancora diversi sacchetti in freezer e appena ho visto le ciambelle di Alessandra non ho resistito e le ho provate! Ho aggiunto solo un pò più di farina per avere la giusta consistenza che facesse al caso mio, probabilmente anche in proporzione al peso delle uova, ma del resto non ho cambiato praticamente nulla della sua ricetta.
I miei bimbi le hanno adorate, ora tocca a voi!!!

Ingredienti

300 g di farina di manitoba
125 g di zucca già cotta in forno
40 g di burro morbido
50 g di zucchero semolato
1 uovo piccolo
60 g di latte intero tiepido
8 g di lievito di birra
mezza bacca di vaniglia bourbon
abbondante olio di semi di arachidi per friggere
zucchero semolato per terminare



Procedimento

Fate sciogliere il lievito nel latte, mettete la zucca cotta in un mixer e riducetela in purea.
Nella ciotola della planetaria, mettete la purea ottenuta, il burro morbido, lo zucchero, la farina e il latte con il lievito. Unite gli aromi e fate impastare fino ad ottenre un impasto liscio ed omogeneo.
Fate riposare in un luogo caldo con pellicola trasparente e con sopra uno strofinaccio per circa 3 ore.
L'impasto sarà triplicato di volume.
Stendete l'impasto sui un piano di lavoro e  formate con un coppapasta rotondo una venitna di ciambelline, il buco lo otterrete utlizzando un piccolo coppapasta rotondo oppure con un beccuccio del sac-à-poche rivolto al contrario.
Formate le ciambelle, fatele lievitare coperte su un foglio di carta forno per circa un'ora.
Al momento di friggere, scaldate bene l'olio, facendo attenzione che la temperatura non superi i 175° (pena delle ciambelle troppo abbronzate).
Tagliate con le forbici la carta forno intonro ai lati di ogni ciambella e immergetele nella pentola con l'olio caldo ( prediligete una pentola dal fondo spesso e dalle pareti alte) fino a dorarle da entrambi i lati.
Appena calde, passatele nello zucchero semolato e servite.


venerdì 15 febbraio 2019

Cuori di frolla con confettura di lamponi



Quante ricette elaborate ho creato in questi anni per San Valentino! Ma il tempo, ahimè, è sempre meno...i figli crescono e il mio tempo è inversamente proporzionale alla loro crescita. Ma vuoi proprio non farlo un dolcino per il marito e i figlioli...di cui non sono innamorata, di più???
Ma certo, così festeggiamo anche le pagelle!
Per l'occasione tanti cuori di frolla con una confettura spettacolare che rende anche il più semplice dei dolci un bocconcino speciale.
Iniziare così la giornata dovrebbe addolcire chiunque ;)
Buon San Valentino a chi ama tutti i giorni!

Ingredienti

125 g di burro
2 tuorli bio
100 g di zucchero semolato
200 g di farina 00 bio
semi di vaniglia
un pizzico di sale


Procedimento
Lavorare nella planetaria burro e zucchero, senz aperò ridurlo in pomata.
Aggiungere il pizzico disale, i due tuorli, ed infine la farina.
Lavorare non troppo, giusto il tempo di ottenere l'impasto della frolla.
Avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare per almeno 6 ore.
Riprendere l'impasto, stenderlo su un piano infarinato, ricavare tanti biscotti a cuore e a metà di essi incidere un cuore con uno stampino o con un coltello, per ricavare una fessura a forma di cuore.
Cuocere i biscotti a 180° per circa 10 minuti, in forno ben caldo.
Lasciarli raffreddare, farcirli, accoppiarli e spolverare di zuchero a velo.
Servire alle persone amate...con tanto amore!


lunedì 11 febbraio 2019

Indivia belga al forno con prosciutto crudo ed emmenthal




Mi piace tantissimo l'indivia belga con il suo sapore così aromatico.

L'indivia belga, conosciuta anche come cicoria di Bruxelles, è un tipo di insalata che appartiene alla famiglia del radicchio e della scarola e condivide con loro un retrogusto leggermente amarognolo. Preziosa alleata nelle diete, grazie al bassissimo contenuto calorico, l’indivia belga è molto semplice da preparare e può essere consumata sia cotta che cruda.

A me tantissimo fatta così, al forno, dopo essere stata lavata e tagliata a fette non troppo grosse, cotte sulla leccarda del forno ricoperta da pochissimo olio extravergine, un pizzico di sale e in forno per una ventina di minuti circa. Se dovesse essere necessario matto un filo d'acqua e, qualche minuto prima di estrarla dal forno, la ricopro con fettine di emmental e prosciutto crudo.
Qualche secondo che si sciolga il formaggio ed è pronta da servire in tavola come ottimo contorno!

mercoledì 6 febbraio 2019

Torta Pupazzo di neve. I miei primi 40 anni. Lettera e Gioele per i suoi 9

Caro Gioele, oggi tu compi 9 anni ed io 40…..che effetto che mi fa!
Ricordo che a soli 16 anni i 30enni mi sembravano noiosi e “grandissimi”…i 40enni, poi, non ne parliamo…quelli erano davvero “vecchi”!!!  Al di sopra di essi la vita non era da me nemmeno contemplata ;)  Eppure, nonostante mi sia sempre sentita dire da piccola che gli eventi mi avevano resa più “matura” di quel che avrei dovuto essere, nonostante la mia anima mi sembri millenaria, non avrei davvero mai pensato che a 40 anni mi sarei sentita esattamente così: non come a 16 anni forse, ma come a 25 senza dubbio.  Una bambina. Con la differenza di avere molteplici risorse in più.

Ah, se avessi imparato prima a godere di ogni piccola cosa, ad essere grata ogni giorno per quello che sono e che ho, a litigare meno, prendermela ancor meno ed essere gentile con tutti. Se avessi realizzato prima che è meglio essere diplomatici che pretenziosi, ma che quando serve bisogna essere anche un po’ egoisti, senza poi cedere ai sensi di colpa. Uh, i sensi di colpa! Se avessi capito prima che non è giusto farsi condizionare dai giudizi altrui, farsi limitare dalle altrui credenze o invidie, permettere a chi non lo merita di spegnere entusiasmi e sorrisi! Ma, purtroppo o per fortuna, ognuna di queste conquiste ha segnato una ruga sul mio volto ed inciso una ferita nella mia anima.
E’ stato lungo e tortuoso il percorso dell’accettazione di me stessa. Dentro e fuori. Così, come sono: bella per me stessa e non per gli altri, con i miei pregi, i miei difetti, fisici e caratteriali. Con ciò che fa di me una persona unica che qualcuno ha saputo amare senza voler cambiare di una virgola. Ci avrei creduto a 16 anni, che questo miracolo poteva essere possibile, quando invece di godermi l’adolescenza sprecavo il tempo a fingere per chi mi faceva credere di non essere abbastanza? E’stato così difficile perdonarmi, trovare il coraggio di guardarmi in faccia e riconoscermi, o forse meglio dire cercarmi tra le maschere che indossavo per compiacere gli altri…. e poi trovarmi…e a poco a poco volermi anche bene, addirittura essere fiera della donna che sono diventata.
Sono ancora molto severa con me stessa, ma la strada è ancora lunga e prima o poi imparerò a dosare le mie energie, destinando alle battaglie con il mio ego ed il mio prossimo solo le risorse davvero indispensabili poiché, mentre io combattiamo con noi stessi e con il mondo, sentendoci inutili o trovando fuori di noi una scusa ai nostri fallimenti o alle nostre frustrazioni, la vita fuori corre….e la vita è troppo preziosa per non essere goduta appieno: questo ho capito il giorno in cui ho deciso di andarmela a prendere per viverla.

 
Di certo, questi ultimi 9 compleanni sono stati più felici da festeggiare, ora che a spegnere le candeline insieme a me ci sei tu, bimbo mio. Questa coincidenza che vuole moltiplicare la gioia di questo nostro giorno per chi ci vuole bene rende il nostro legame ancora più speciale. Come ogni madre vorrei proteggerti da tutti i mali del mondo, Gioele, perché conosco la tua sensibilità in quanto affine alla mia. Ne ho timore e cura da sempre. Vorrei poterti spianare la strada, vorrei poterti preservare dalle cadute e dagli sbagli che io prima di te ho fatto ma so bene che non ne ho il potere e ancor di più so che nemmeno io sarei la stessa, oggi, senza i lividi, le sbucciature alle ginocchia, le lacrime e gli errori che mi porto dentro. Le nottate insonni, mai per colpa tua.
Sei un bambino premuroso e gentile, Gioele, romantico e poetico, curioso e sicuro di sé. Se continuerai a coltivare questi tuoi modi di essere saprai affrontare anche i momenti meno facili dell’esistenza e potrai diventare la bellissima persona che in parte già sei. Non vergognarti mai di essere come sei, anche quando ti faranno credere che è una debolezza, che non porterà a nulla, che non è da veri uomini commuoversi o avere paura….ti vorranno provare a convincere che essere sinceri e leali è da sfigati, mentre invece è davvero l’unica cosa che conta. Perché i conti un giorno li farai con te stesso e, credimi, ogni piccola cattiveria torna indietro. Tutto torna, con gli interessi da pagare. E la coscienza perdona ancor meno dei nemici.
Ti conosco da 9 anni e so che posso sempre parlarti di tutto, perché tu vuoi capire fino in fondo e, più dei contenuti, ti interessano le emozioni. So che non riesci ad arrabbiarti e che sei sempre pronto ad aiutare qualcuno pur di alleviare il suo peso. Non so se ciò ti agevolerà nel tuo cammino, Gioele…ma quel che posso dirti dall’alto dei miei 40 anni è che l’unica regola che esiste per essere felici è essere stessi. Ogni maschera è destinata a cadere, usurarsi, sbiadire….e solo sapendo accettare quello che siamo realmente ed essere disposti a migliorare partendo dalla nostra volontà ci può portare alla nostra completa realizzazione. In caso contrario saremo solo burattini in mano ad altri o la nostra ridicola caricatura.


Dei miei 40 anni molte cose le ho imparate proprio da te, amore mio, dalla purezza del tuo essere bambino e dalla tua naturale spontanea dolcezza e fragilità. Credo di aver posseduto anche io questi doni, ma a un certo punto, chissà perché, li ho smarriti nella foga di voler diventare grande, senza accorgermi che l’età anagrafica non coincide sempre con la saggezza che si crede di acquisire.  Dovremmo preservarla, quell’innocenza con cui veniamo al mondo, quella voglia di stupirci, aiutarci, lasciarci andare alla gioia o al sonno. Invece non so bene dirti quando…ma proprio mentre ci rallegriamo per essere diventati “adulti”…lasciamo per sempre indietro il pezzo più bello e originale di noi.
Per cui sii forte senza mai essere violento, rispetta la forza ma non sottometterti ad essa e al potere, cresci ma non abbandonare quel meraviglioso bambino che sei, ama anche quando non sarai amato, insegui i tuoi sogni e la bellezza là dove si nasconde, non semplificare quello che è complicato e non complicare ciò che è semplice, osserva e parla solo le tue parole saranno più utili del silenzio, sforzati sempre di capire anche il punto di vista dell’altro, perdona per sentirti libero e credi nel tuo viaggio. Poniti degli obiettivi, lavora sodo per raggiungerli, non lasciarti intimorire dai giudizi degli altri, né dai tuoi fallimenti. Focalizza sempre dove vuoi arrivare e non dimenticare mai da dove sei partito.  Credi in te stesso, perché se lo fai diventerai ciò in cui in speri e tutto quello che ti colpirà sarà anche ciò che ti farà diventare forte. Fatti sempre guidare dalla musica e se ci riesci, prova a lasciare libere le persone che ti circondano perché solo questa potrà essere la tua stessa vera libertà. Chi ti ama resta, nonostante tutto. Chi ti ama non ti vuole diverso. Chi ti ama soffrirà se ti vedrà mettere in disparte la tua felicità.
Dimenticavo di dirti una cosa fondamentale…io non le so ancora fare tutte queste cose che ti ho elencato con saccenza, e forse non le saprò fare mai. Però so che sono giuste e vere e che se le avessi scoperte prima sarei stata più felice. Non mi sarei vietata la minigonna quando potevo portarla per il timore del giudizio sulle mie gambe storte, non avrei avuto remore nel chiedere una cosa che non sapevo invece di vergognarmi per una possibile risata denigratoria, avrei dato pace al mio cuore perdonando me stessa e chi mi ha ferito….invece di restare sveglia notti su notti pensando a come sarebbe potuta andare se…..
Io sono nostalgica e mi crogiolo nel passato e nei ricordi, ma questo diventa un male quando non si lascia libere di andare le persone per la loro strada, anche quando ci lasciano per sempre. Non farti ossessionare come me dall’idea di avere tutto e per sempre, perché questo non può essere possibile e la mia è una guerra persa in partenza. Mi piace molto sognare e attendere il futuro… trovo che l’attesa del piacere sia essa stessa il piacere… ma non farti fregare come me dall’ansia del domani al punto da non vivere il presente. Qui e ora è importante. Ogni attimo. Esserci. Ed esserne grati. Controllare tutto non si può e non si deve, perché tanto la vita supera di gran lunga la nostra


immaginazione. E lassù…il regista… ha una visione molto più lunga della nostra e un impianto luci davvero spettacolare. Goditi tante albe e tanti tramonti! Goditi le stagioni, il profumo dei fiori, la frutta mangiata dagli alberi, il sole sulla pelle, la neve in bocca, la pioggia sui capelli e sulle lacrime, il fuoco di un camino, gli abbracci e le carezze di chi ti fa star bene.
Ti chiederai che senso abbia una lettera di chi ti vorrebbe insegnarti cose che non sa fare e nella pratica fa tutto tranne che darti il buon esempio! Ma forse con tutte queste parole voglio solo dirti che… ognuno dà il meglio di se stesso, pur facendo tanti sbagli, pur prendendo brutti voti nella pagella della vita.Quando si dà il meglio non si può sbagliare. E nonostante le mie tante paure e i miei numerosi fallimenti…posso dire che a 40 anni mi sento realizzata e felice. Volevo fare la mamma, trovare un principe azzurro, costruire con lui una famiglia. Sognavo di sfornare biscotti e cenette prelibate, sognavo di essere una mamma che profumava di zucchero a velo. Sognavo di essere la mamma che non ho potuto avere accanto e sognavo di crescere i miei figli nell’amore assoluto, quello che tutti i giorni cerco di regalare a te e tua sorella.

Sei il figlio che ho sempre sognato di avere, sei molto di più di quel che ho immaginato di avere…..e mi rendo conto che, in questi 40 anni, nonostante l’anima acciaccata, la gastrite sempre attiva, l’insonnia imperante, una decina di capelli bianchi, le borse sotto gli occhi e le rughe che nessuna crema miracolosa potrà mai nascondere…..sono davvero incredibilmente ricca e felice grazie a te, ad Anais, a tuo papà e a tutte le persone che ci vogliono bene. Perciò, buon compleanno a noi tesoro bello!

 

Ps: Ah, volevo anche dirti che per me sei il bambino più bello dell’Universo J

Per realizzare questa torta ho preparato duue dischi di pan di spagna con questa ricetta

ricoperto con 750 gr di pasta di zucchero

farcito con crema chantilly ottenuta con 
750 g di crema pasticcera mescolata a 500 g di panna montata 
in una metà della crema pasticcera ho sciolto a calo 50 g di cioccolato fondente e al latte prima di aggiungere la panna, una volta che la crema si è raffreddata
 



lunedì 4 febbraio 2019

Trofie con funghi, radicchio, rucola, formaggio di malga e crudo







A volte quello che siamo è un mix dei nostri migliori ingredienti. Ma a volte quello che siamo è anche qualcosa che non ci aspettavamo di essere, o addirittura che non volevamo essere. Poi ci siamo ritrovati così. Tra i nostri sogni migliori, i nostri fallimenti, qualcosa che non conoscevamo, avremmo rinnegato e invece scoperto che sta bene addosso a noi. Come questo piatto: un insieme di ingredienti che stazionavano tra frigo e dispensa e che forse non avrebbero mai pensato di unirsi insieme....e invece...hanno dato identità ad un pranzetto niente male.
Lo serviamo nel piatto da festa, sulla tovaglia da festa...come facciamo con noi stessi quando vogliamo presentarci al meglio.

Questo è forse l'ultimo post che scrivo da trentenne.....e in questi ultimi due giorni so che non farò altro che pensare a quel che sono, a quel che non sono, a quel che avrei voluto essere e a quel che non avrei voluto ma in realtà sono. Tempo di bilanci. Tempo di incastrare gli ingredienti come pezzi di un puzzle e vedere cosa ne esce fuori.


Ingredienti per 4 persone

320 g di trofie
7-8 funghi champingon grandi
un mazzetto di rucola
mezzo cespo di radicchio
due fette di prosciutto crudo
olio evo, sale, pepe
formaggio di malga


Procedimento

Mondare e tagliare i funghi a fettine. Rosolarli in olio di oliva e proseguire la cottura per dieci minuti, regolando di sale.
Ridurre il formaggioa  grumi usando un robot.
Quando sono quasi cotti unire il radicchio tagliato a listarelle sottili, lasciare ed appassire un poco.
Scolare la pasta nel frattempo portata a bollore in acqua salata, tenere giusto un mestolo di acqua di cottura da parte.
Condire la pasta con le verdure e il formaggio, aggiungere poca acqua di cottura se serve e unire la rucola lavata e sminuzzata. Salatare nell'olio di cottura delle verdure il prosciutto tagliato a listarelle e spargere sopra alla pasta una volta impiattata.

Buon appetito, buona settimana, buona vita!

lunedì 28 gennaio 2019

Quadrotti di torta al cioccolato bianco e lamponi



E' lunedi e i miei bimbi (ma anche gli adulti!) hanno bisogno di un'energica colazione per ripartire alla grande.
Io, da metà ottobre a metà marzo, faccio trovare a colazione per i miei bimbi qualcosa di goloso accompagnato da una spremuta di agrumi freschi: mandarini, arance, limoni e pompelmi...un pieno di vitamine che attutisce il senso di colpa per questi dolcetti visti qui molto calorici.

La torta base è cremosa e ricca, burrosa e aromatica grazie alla presenza del cioccolato bianco.
Per me si sposa perfettamente con i lamponi, ma anche una nocciolata per i più golosi non può stonare di certo! L'importante è tagliare in quadrotti non troppo esagerati anche se...inutile dirlo, uno tira l'altro...fatemi sapere!

Ingredienti

100 g di burro bavarese
4 uova bio
100 g di zucchero
180 g di farina 00 bio
150 g di cioccolato bianco alla vaniglia
mezza bustina di lievito

Procedimento 

Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato a pezzi.
Montare a lungo le uova con lo zucchero e unire il composto di burro e cioccolato raffreddato, poi la farina miscelata con il lievito.
Versare il composto in una teglia quadrata di 20 cm ben imburrata ed infarinata.
Fate cuocere in forno caldo a 180° per circ 35-40 minuti.
Sfornare, sformare, lasciare raffreddare, tagliare a quadrotti e farcire con la confettura.



mercoledì 23 gennaio 2019

Strudel di pasta sfoglia con radicchio patate e feta






Sempre di corsa, cercando di sopravvivere all'Inverno e bramando l'estate.
L'Inverno me lo mangio insieme ai cavolfiori, ai broccoli, alle patate calde, 
al radicchio che tanto amiamo.
L'Estate l'assaporo sognando la grecia nel gusto della feta.
Racchiudo tutto in uno scrigno e avvolgo i miei pensieri fino a farli rotolare nella mia testa, amalgamando le sensazioni.
La vendetta si serve fredda, si suo dire...ma ritengo invece che l'amore vada servito fumante.

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia
1 cespo di radicchio trevigiano
200 g di papate lesse
100 g di feta
1 noce di burro salato 
2 cucchiai di latte

Procedimento

Lessare le patate in acqua salata ma non farle troppo cotte.
Ridurle in purea con lo schiacciapatate.
Tagliare a listarelle e lavare il radicchio, farlo appassire in padella con una noce di burro salato.
Preriscaldare il forno a 200°.
Srotolare un rettangolo di pasta sfoglia in una pirofila sopra la sua carta apposita, adagiarvi sopra il radicchio privato dell'acqua, sopra di esso le patate raffreddate e la feta sbriciolata.
Avvolgere la pasta come uno strudel, sigillando bene le estremità.
Spennellare la superficie con il latte ed infornare.

Servire caldo a fette

domenica 13 gennaio 2019

Ciambella alla banana e gocce di cioccolato







Non è facile in questo periodo scrivere. Non è facile nemmeno cucinare, ma si deve pur fare. Non è facile pubblicare sul blog perchè qui....non mi piace mettere solo le ricette, di solito le accompagno da un pezzo di cuore.
Ma come si fa quando il cuore non riesce, o meglio non deve parlare? Si cerca di mantenere un grande segreto come un macigno nelle acque del lago dell'anima...e si finge che le acque siano quiete perchè forse in fondo in fondo è anche vero. La tempesta deve ancora arrivare e io sto raccogliendo tutte le mie energie per non farmi trovare impreparata.

Sarà che era davvero buona, sarà che non preparavo una torta da troppo tempo....ma i miei bambini ne hanno spazzolata metà per merenda.
L'ho infornata un venerdi pomeriggio di un pomeriggio assolato di Inverno....un pomeriggio raro per i nostri paesaggi nebbiosi...L'ho infornata dopo un pranzo a base di tortellini in brodo consumati a tavola insieme ai miei bambini e a mio nonno, che da tanto non veniva a trovarci.
L'ho infornata mentre mio nonno faceva lezione di piano a mia figlia e lei suonava un pezzo di Bach meraviglioso.
Mentre la infornavo pensavo che la felicità è una cosa semplice.
Ha il profumo di un dolce nel forno e il suono di un pianoforte suonato a 4 mani.

Ho anche pensato che mi mancavano i giorni in cui i miei figli erano piccolissimi e i miei nonni restavano a casa mia quasi tutto il pomeriggio.
Se li coccolavano e se li godevano crescere, aiutandomi nel difficilissimo compito di diventare una madre.
Nel frattempo pensavo che mi mancheranno allo stesso modo questi pomeriggi, in cui mio nonno viene a far loro lezione di musica, anche se sono quasi due ragazzini.
Ora siamo noi a coccolarci i nonni e a goderci ogni singolo giorno con loro. Meglio se pieno di luce, di calore, di profumi che emana una torta casalinga.

L'ho preparata con due banane che stavano chiedendo aiuto ormai nere...la ricetta era appena comparsa sul blog della bravissima Annalisa e io l'ho ripetuta quasi uguale uguale, un pò per fiducia, un pò per pigrizia.
Che ogni tanto andare in riserva va anche bene. Che poi ci pensa la vita a cambiare la marcia!
La vita è una ruota che gira!!!!!


Ingredienti

250 g di farina 00 bio
2 uova bio
2 banane maturissime
150 ml di latte
150 g di zucchero semolato
tante gocce di cioccolato fondente
80 ml di olio di oliva leggero
10 g di lievito per dolci

 

Procedimento

Montare a lungo le uova con lo zucchero. Unire le banane schiacciate con la forchetta. Versare a filo il latte e l'olio, poi unire la farina, il lievito e infine le gocce di cioccolato.
Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella e cuocere in forno caldo per 40 minuti circa a 180°
Lasciate intiepidire prima di capovolgere e servire.

 

piatti, tazze, tessuti Green Gate




Il Blog di Aria: cucina e vita

In questo spazio raccolgo le mie ricette sparse, ma anche pezzi di vita che ad esse inevitabilmente si sovrappongono.
Qui trovate profumi e sapori che evocano ricordi e riflessioni: le mie ricette sono per lo più dolci e piatti vegetariani