29 Novembre 2010

Melanzane pizzaiole!

By Aria

Buona settimana a tutti! Ma quando finisce Novembre?
Sarà che ho voglia di Natale…di vedere nella campagna attorno a me le luci lontane di tanti alberi addobbati a festa….è uno spettacolo che fin da piccola sa sempre commuovermi e scaldarmi il cuore nel freddo dell’inverno che io poco sopporto.

A dire il vero quest’Autunno sta volando via velocemente, è stato “caldo” sino ad adesso e Novembre è arrivato in un baleno…ma ora, questi ultimi giorni, sembrano non voler terminare mai…

Questo week end piovoso l’ho trascorso praticamente in casa a cucinare, fuori pioveva ininterrottamente, giuro, e non avevo proprio voglia di fare null’altro se non oziare e sperimentare nuove cose…tra le varie pietanze cucinate anche queste ottime melanzane, della Zucca Capricciosa, mio marito le ha trovate eccezionali.

Nell’attesa che sia Dicembre e mi possa sentire autorizzata a postare solo ricettine natalizie e a comprare i primi regalini (ok, l’ho confesso, qualcuno l’ho già comprato davvero!) vi lascio con questa semplice specialità, a presto!!!


Ingredienti:
melanzane
passata di pomodoro
mozzarella
olio
parmigiano
origano

Affettate le melanzane a fette di spessore circa un cm.
Disponetele sulla leccarda del forno coperta da carta da forno e ungetele di olio extravergine da entrambi i lati.
Disponete su ogni fetta la passata di pomodoro (cucinata a parte quache minuto con sale e erbe aromatiche a piacere), l’origano, la mozzarella tagliata a cubetti, parmigiano, e un filo d’olio.
Cuocere a 180° per una quindicina di minuti finchè non si sarà formata una bella crosticina!

…..

Oggi, ben 26 anni, fa moriva mio papà.
Un uomo (un ragazzo, perchè aveva 24 anni) di cui ho pochissimi ricordi, la maggior parte brutti, perchè mi faceva paura.
Di lui solo qualche frammento: quando mi veniva a vedere all’asilo con delle caramelle toffee alla panna incartate di azzurro e le suorine non lo facevano entrare e di quando cercava di venire a vedermi a casa dove vivevo con la mamma e i nonni.
Di lui solo ombre, rumori, sfocature. A dire il vero non l’ho mai conosciuto se non per i racconti di altri, o per quel disegno che porterò sempre con me.
Un disegno fatto da lui, da un ragazzo di neanche vent’anni, che mette la mia data di nascita in bolle di sapone colorate e accanto ad un arcobaleno dalle tinte pastello scrive il nome che avrebbe voluto darmi: Aria.
Che qualcuno ha voluto mettere per secondo all’anagrafe.
Una cosa strana per un ragazzo, ho sempre trovato.
Mi dicono che quando sono nata era felicissimo e mi portava in braccio per il reparto come un trofeo.
Non so chi fosse, davvero, non lo so.

Ma oggi, in mezzo a tanta pioggia assordante, non posso non avere un silenzioso pensiero per lui.